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Un morto di cancro su tre è fumatore

Lo rivelano le statistiche presentate a Rimini il 19 settembre dall'Istituto Superiore di Sanità. La situazione è migliore rispetto agli anni passati, ma resta comunque allarmante.

RIMINI - Colpa del tabacco il 30 per cento delle morti per tumore in Italia. Gli ultimi dati su fumo e cancro, elaborati dall'Osservatorio sul fumo dell'Istituto superiore di Sanità, sono stati presentati, oggi a Rimini, nel corso del congresso annuale sulla Medicina di laboratorio. Se nel 1990 erano oltre 90 mila, in Italia, le morti legate al tabacco, nel 2000 si è registrato un brusco calo, di oltre 10 punti percentuali, dovuto essenzialmente alla diminuzione di tumori polmonari tra gli uomini. Il fumo resta però la causa del 30 per cento di tutte le morti per cancro. E nella popolazione maschile tra i 35 e 69 anni, la quota è del 50 per cento, tra le più alte nei paesi occidentali.

"Nonostante il tabagismo resti la prima causa di morte prevenibile - riferisce Roberta Pacifici, responsabile dell'Osservatorio Iss - in Italia le vittime del fumo, tra i maschi di 35/69 anni sono il 37 per cento del totale di tutti i decessi per cancro". Con un pericoloso avvicinamento tra i sessi. Tra le donne le morti per tumore correlato al fumo non superano il 9 per cento del complesso dei tumori. Ma mentre tra gli uomini il cancro al polmone è in sensibile calo, nel 'sesso debole' è in moderata ma costante ascesa. In concomitanza con l'aumento delle fumatrici, passate dal 18,2 per cento del 2000 (stime Istat) al 22,3 per cento del 2002 (stime Doxa).

Opposto l'atteggiamento rispetto al livello socio-culturale: nella fascia medio-alta le donne fumano con più accanimento, mentre gli uomini sono più motivati a smettere. Ma il consumo di 'bionde', in ogni caso, cala solo in Usa. In Italia negli ultimi 10 anni i fumatori sono fermi al 25-26 per cento. Il tabacco attira soprattutto i giovani: +30 per cento tra le ragazze e +50 per cento tra i ragazzi tra i 14-17 anni, nel periodo 1993-2000. Si smette invece, di media, a 41,4 anni con una sostanziale differenza tra chi ha un livello d'istruzione superiore (37,8 anni) o inferiore (49,8). Altro capitolo, quello del fumo passivo. E' responsabile di 87 morti improvvise di lattanti, 80 mila infezioni respiratorie acute in bimbi da 0 a 2 anni, 27.000 casi di asma bronchiale in bambini da 6 a 14 anni. L'esposizione al fumo passivo di un coniuge causa invece 221 morti per tumore polmonare e circa 2.000 casi di malattie ischemiche. Se l'esposizione avviene in ambiente di lavoro, i morti per tumore polmonare sono 324 e per problemi cardiaci 235.

(19 SETTEMBRE 2002, ORE 15.40)

 

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