|
«Davanti al computer violentando me
stesso»
La confessione di Marco, che racconta la sua
esperienza di pornodipendente e spiega: riacquisterò la mia
libertà
Come e quando è iniziata la tua
esperienza con la pornografia online? Ho
cominciato sei o sette anni fa, quando ho comprato il computer
per motivi di lavoro. Prima guardavo la pornografia in televisione, ma mi
faceva star male. Avevo sentito parlare dei siti per adulti,
mi sono subito connesso per vedere com'erano e non mi sono più
fermato. Non posso buttare il computer o disattivare
internet perché ci lavoro. Due anni
fa ho cominciato a cercare di capire cosa significasse questo
folle comportamento e finalmente mi sono reso conto di essere
un dipendente da pornografia su internet.
Come
avvenivano i tuoi contatti, quante ore stavi al
computer? Si tratta di stare ore e ore davanti al
monitor a guardare foto e filmini pornografici stimolando
continuamente il tuo pene. Alla fine, quando non ne puoi più,
quando il tuo istinto di conservazione ti fa sentire che non
puoi continuare ancora, che rischi l'obnubilamento, che non
puoi continuare a violentare te stesso, eiaculi e finalmente
esci da quello stato folle di costrizione. La tensione
precipita verticalmente e tu ti domandi immediatamente come
tutto questo possa essere avvenuto, proprio a te. E senti che
in ogni caso questa è stata l'ultima volta e che mai e poi mai
lo rifarai. Ma poi, dopo un'ora o un giorno ricominci, con
ossessione, con disperazione.
Quanto ti è
costato puramente in termini economici? È un
argomento importante. Se tu vedi solo fotografie, puoi stare
anche una settimana davanti al monitor a guardare foto
porno, senza pagare una lira (salvo
il costo della telefonata urbana per il collegamento).
L'offerta di foto porno gratuite è praticamente infinita e
puoi trovare veramente tutto quello che vuoi. Quando ti fanno
vedere gratuitamente 500 foto porno e poi ti dicono che se
vuoi vederne di più devi fornire il numero di carta di
credito, è falso. Più di quello che hai già visto, ti
assicuro, non c'è da vedere.
Diventare un
"pornodipendente" cosa significa sul piano dei rapporti umani?
Quali problemi hai avuto con la tua vita di tutti i
giorni? Rispondo con una mail di uno dei
partecipanti del gruppo che ha saputo descrivere bene questo
stato d'animo. Alle volte quando ho qualche giorno
libero lo passo letteralmente davanti al monitor. Come
una droga non riesco a farne a
meno, cerco di rubare tempo per connettermi, per assecondare
tutte le mie fantasie. Ho una ragazza che non sospetta neanche
lontanamente questa mia mania, guai lo sapesse. In più, a
complicare il tutto e forse a spingermi a cercare aiuto, sono
arrivati i problemi di carattere sessuale: difficoltà di
erezione, scarso desiderio. La mia lei è molto paziente, mi
ama, e io non riesco più a soddisfarla: non ce la faccio più.
[...] La mia vita sta diventando sempre più una "schifezza".
Sono sempre stanco, dormo male. Vorrei avere una vita sessuale
e sentimentale normale.
Da quanto tempi
sei in "astinenza"? Dal primo giorno in cui è nato
il gruppo (23 aprile) ho avuto un mese di entusiasmante
astinenza. La costruzione del gruppo era troppo stimolante,
affascinante, corrispondeva troppo alla mia capacità
espressiva: non c'era spazio per la dipendenza. Poi ho un po'
ricominciato (è un classico), ho smesso, alcuni momenti
terribili. Ora gli spazi della scimmia stanno diminuendo
sempre di più: qualche volta lei prevale, ma io quasi la
prendo a ridere. Per la prima volta so che riacquisterò la mia
libertà.
Cosa ti senti di dire a chi è vittima
della pornodipendenza? Per uscire dalla dipendenza
devi innanzitutto cercare di capire che funzione ha questa su
di te, tenendo presente che la dinamica è identica per tutti i
pornodipendenti e anche per
i dipendenti in generale. Il dipendente è una persona che ha
paura (per esperienze negative avute nella propria infanzia e
adolescenza) delle proprie emozioni reali, e si è creato uno
schermo difensivo per non provarle. Ma poiché non è possibile
vivere senza emozioni, noi ci creiamo, con la fruizione della
pornografia, un mondo emozionale a nostra misura, che noi
possiamo gestire perfettamente e che ci permette di non
diventare pazzi. Il problema è che questa struttura, questo
sistema di emozioni fittizie, ci allontana dal mondo reale e
ci fa piombare in una pazzia parallela a quella che volevamo
evitare. E allora la soluzione è cercare di capire che cosa
non abbiamo dato a noi stessi e impegnarsi con tutte le
proprie forze per saldare questo debito con noi stessi. In
questo modo toglieremo spazio, motivo di esistere alla
dipendenza. Voglio dire che la dipendenza non va affrontata
frontalmente, perché ne usciremmo sicuramente perdenti. È come
con il terrorismo: non ha senso bombardare a destra e a manca.
Bisogna eliminare le condizioni che l' hanno fatto
prosperare.
Dipendenza da
pornografia
Sex addiction terapia
15
luglio 2003 |
|