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Dal congresso dell'American Heart Association
Caffè decaffeinato rischioso per il cuore?
Uno studio punta l'indice contro possibili effetti nocivi del caffè privo di caffeina su cuore e vasi. ma per ora è solo un'ipotesi
STRUMENTI
Con caffeina o senza? (Fotogramma)
DALLAS (Usa) -
E' il turno del caffè decaffeinato. Dopo anni di «sospetti» su possibili o presunti effetti nocivi della caffeina, ora uno studio punta il dito su possibili/presunti effetti nocivi del caffè senza caffeina, che farebbe aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, agendo sui alcune sostanze nel sangue, anche se con qualche distinguo tra grassi e magri.
A pesare, è però soprattutto il fatto che i risultati dello studio in questione sono stati declinati nel corso del più importante congresso di cardiologia del mondo, l'American Heart Association, in corso a Dallas (Usa). Non solo, si tratta anche della prima ricerca di questo genere finanziata con soldi pubblici americani dall'Nih (National Health Institutes) e senza alcuna sponsorizzazione da parte dell'industria del caffè.
L'ESPERIMENTO - La sperimentazione ha coinvolto 187 persone a cui sono stati assegnati tre diversi «trattamenti». Un gruppo doveva bere da tre a sei tazze (grandi) di caffè normale al giorno, un altro doveva fare lo stesso ma con caffè decaffeinato, un terzo non poteva bere caffè.
Dopo tre mesi i ricercatori hanno misurato a tutti i partecipanti i principali parametri di rischio cardiovascolare (glicemia, colesterolo, trigliceridi, ipertensione eccetera), non trovando grandi differenze nella maggior parte di questi nei tre gruppi.
I RISULTATI - Una differenza significativa è stata però trovata a carico della concentrazione nel sangue della apolipoproteinaB, una proteina fortemente associata alle LDL (Low Density Lipoprotein), cioè il cosiddetto «colesterolo cattivo». Da qui il consiglio da parte dell'autore dello studio, Robert Superko del Fuqua Heart Center di Atlanta (Georgia), di non pensare di poter bere «impunemente» quanto caffè decaffeinato si vuole pensando di non mettere per nulla a rischio cuore e arterie.
Superko, per complicare un po' le cose, ha poi anche trovato il modo di fare un ulteriore distinguo. Pare infatti che un altro parametro che cambia nel sangue con il consumo di caffè decaffeinato sia quello delle lipoproteine HDL2, cioè un particolare tipo di colesterolo «buono» che protegge dalle malattie del cuore e dei vasi (più è alto, meglio è). Le HDL2, infatti si alzano di circa il 50% nei bevitori di caffè decaffeinato sovrappeso, ma si abbassano del 30% in quelli non sovrappeso.
CONSEGUENZE - Tradotto e sintetizzato: bere caffè decaffeinato aumenterebbe (indirettamente) il colesterolo cattivo, però aumenterebbe anche quello buono se hanno dei chili di troppo, e invece lo abbasserebbe se si è di peso normale. Quindi il caffè decaffeinato sarebbe una minaccia soprattutto per cuore e vasi di chi è «in forma».
«"Sarebbe" mi sembra proprio la forma verbale giusta» commenta Carla Favaro, docente di scienza della nutrizione all'università di Milano Bicocca. «Mi sembra infatti molto presto per trarre conclusioni dopo uno studio così piccolo. Anche perchè bisognerebbe capire quali sono i motivi di questi effetti. Bisognerebbe supporre che il caffè decaffeinato manchi di qualche effetto protettivo che invece c'è in quello normale. E quindi la prima cosa che viene in mente è che potrebbe essere le caffeina, ma non abbiamo elementi per dirlo» «Oppure» continua la nutrizionista, «la differenza potrebbe risiedere nei diversi tipi di caffè utilizzati all'origine, oppure ancora in qualcosa che sia implicato con i metodi di estrazione o purificazione». «Qualunque sia il motivo è comunque chiaro che va confermato prima di dare indicazioni chiare sul bere o non bere qualcosa» conclude la dottoressa Favaro, «E quindi direi che il consiglio rimane ancora quello della moderazione e del buon senso in generale nel consumo di caffè, sia dell'uno che dell'altro tipo».
Luigi Ripamonti
18 novembre 2005